Generalmente si pensa che da una cellula somatica ( es.pelle ) si induca in qualche modo lo sviluppo di un embrione, coltivato nelle moderne attrezzature oggi disponibili, che diventerà la copia identica dell'organismo donatore. Non è così:
La clonazione dei mammiferi è una tecnica di riproduzione asessuata che genera un individuo geneticamente identico a un altro. Il metodo più diffuso è il trasferimento nucleare di cellule somatiche: il nucleo di una cellula adulta (es. pelle) viene inserito in un ovulo privato del suo nucleo, creando un embrione che dovrà essere impiantato in una madre surrogata .
La sensazionale notizia comparsa sull’edizione
tedesca del “Financial Times” è stata confermata dai portavoce ufficiali:
l’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO di Monaco) ha rilasciato un brevetto circa
la manipolazione genetica di embrioni umani. Il brevetto numero EP 695351 autorizza infatti l’estrazione di
cellule di embrioni per modificarne la struttura genetica e realizzare,
attraverso le manipolazioni, determinati organismi ed esseri. E oltre a non escludere
esplicitamente la possibilità di clonare esseri umani autorizza il prodotto
stesso della clonazione, ovvero la persona manipolata geneticamente: l’uomo creato in
laboratorio.
A minimizzare il problema interviene il professor Harry Griffin del Roslin Institute of Edinburgh, padre della celebre pecora Dolly, che ha ottenuto comunque il brevetto per la clonazione di embrioni umani dalle autorità britanniche. Egli spiega a “La Repubblica” che lo scopo degli studi della sua équipe è utilizzare la tecnica di clonazione come strumento di ricerca per curare malattie contro le quali le medicine sono impotenti ( e già che ci siamo creare un numero illimitato di cavie su cui poter fare tutti gli esperimenti possibili e immaginabili - mi ricorda molto un certo Dott. MENGELE ). Alle domande sulla clonazione di esseri umani risponde che a Edimburgo sono in corso tentativi sui maiali, ma la clonazione di un essere umano, sebbene possibile, è ancora lontana e, a suo parere, nessuno se ne sta occupando in questo momento ( MA IO NON LO CREDO AFFATTO ): l’insicurezza che offre la tecnica, il rischio altissimo di morte in gravidanza o poco dopo la nascita, di anomalie genetiche, l’illegalità degli esperimenti e soprattutto l’inutilità dei risultati (“ Sarebbe insensato oltre che sbagliato creare la copia perfetta di un umano”) dissuaderebbero chiunque dal provare. Tuttavia l’opinione del professor Griffin sembra oggi essere smentita dalla notizia di sperimentazioni sull’uomo che hanno portato alcuni ricercatori cinesi alla creazione di undici embrioni umani.
Nell’ambito legislativo, a differenza di USA e Giappone,
la legge europea sui brevetti è molto precisa nel porre limiti di etica alla
ricerca circa la tutela dell’organismo umano ( come sempre del resto, lo abbiamo visto nel sottoporre la popolazione - tra l'altro con la violenza e il ricatto - a sperimentazione di prodotti genici mai legalmente testati ) e della sua identità genetica,
ponendo limiti marcati alla clonazione umana, alla modificazione genetica senza
utilità medica sostanziale all’uso di embrioni per fini non terapeutici ( ma di quali limiti si parla se nella risoluzione https://www.istitutobioetica.it/187-documenti/590-risoluzione-del-parlamento-europeo-sulla-clonazione-umana si trovano solo "accorate raccomandazioni" ai governi affinché studino e adottino tali limitazioni ? ).
Dallo
scandalo circa questo brevetto risulta ormai evidente come la tecnologia della
clonazione abbia ormai raggiunto una fase matura. Sembra ormai non più
impossibile clonare qualsiasi essere vivente. Sarebbe toccato ai politici decidere se
queste biotecnologie avessero potuto o meno essere applicate all’uomo ( magari consultando la stessa popolazione interessata, come è d'obbligo in una democrazia ) ed eventualmente
in quali circostanze. Negli USA, malgrado la pubblica e radicale condanna del
presidente Clinton, non c’è al momento nessuna legge che impedisca di applicare
la clonazione all’uomo. E mentre Greenpeace si prepara alla battaglia, mi chiedo: è questo il nostro futuro?
Nel 2005, Teruhiko Wakayama, pioniere della clonazione presso
l'Università di Yamanashi in Giappone, ha clonato una singola femmina di
topo. I risultati sono stati quelli previsti: il topo nato era
geneticamente identico alla femmina di partenza. Poi Wakayama ha deciso
di fare qualcosa di straordinario. Lui e la sua squadra hanno iniziato a
creare una catena di riclonazione teoricamente infinita. Il topo
femmina clonato è stato clonato di nuovo. E poi, il topo clonato è stato
clonato di nuovo.
Fino allo scorso anno, quel topo è stato riclonato più di 1.200 volte.
"Copiare un'immagine con una fotocopiatrice comporta una qualità dell'immagine leggermente inferiore. Copiare nuovamente quella copia peggiora ulteriormente la qualità", afferma Wakayama. "Volevamo vedere cosa sarebbe successo se la stessa cosa si fosse verificata con un topo clonato".
Ora, i risultati pubblicati su Nature Communications stanno aiutando gli scienziati a comprendere i limiti di questa tecnologia, che sta diventando uno strumento essenziale nella conservazione e nell’agricoltura, e cosa ciò significhi per il salvataggio di specie sull’orlo dell’estinzione. A quanto pare, sì, un clone di un clone di un clone è davvero una copia sfocata.
Come clonare un clone
Nel corso degli ultimi 20 anni ricercatori giapponesi hanno tentato di clonare più di 30.000 volte, clonando con successo circa 1.200 topi, con fino a quattro generazioni nate ogni anno. Hanno prodotto 58 generazioni in totale, utilizzando una tecnica di clonazione nota come trasferimento nucleare di cellule somatiche, che estrae il nucleo da una cellula donatrice e lo inietta in una cellula priva di nucleo, nota come ovulo denucleato, producendo più embrioni clonati.
All'inizio, il tasso di successo – misurato in base al numero di topi nati rispetto al numero di embrioni clonati trasferiti alle madri surrogate – sembrava aumentare di generazione in generazione, passando dal 7% all'inizio al 15,5% nella 26esima generazione. Ma poi è successo qualcosa di inaspettato. A partire dalla 27esima generazione, il tasso di successo ha iniziato a diminuire, raggiungendo lo 0,6% nella 57esima e nella 58esima generazione.
Per scoprire perché il tasso di successo stesse crollando, i ricercatori hanno sequenziato il genoma di topi di diverse generazioni e hanno scoperto che durante ogni riclonazione si accumulavano mutazioni genetiche dannose. Studi precedenti avevano suggerito che la maggior parte dei cloni sarebbe stata priva di mutazioni. Arrivati alla 27esima generazione, il processo aveva invece raggiunto un punto di svolta, e da lì il calo è stato costante.
I risultati mostrano che quando si clona un mammifero, gli scienziati non stanno necessariamente creando una copia perfetta dell’originale. “Siamo rimasti davvero sorpresi perché pensavamo che il clone fosse esattamente uguale al donatore originale”. Ma di fatto, i topi clonati hanno sviluppato un numero di mutazioni tre volte superiore rispetto ai topi normali.
Le mutazioni potrebbero essere causate dall'assenza di riproduzione sessuale, che limita naturalmente l'accumulo di mutazioni dannose, ma potrebbero anche derivare dal processo di clonazione stesso.
GLI EFFETTI DELLA CLONAZIONE
Da quando nel 1996 è nata la pecora Dolly, sono stati clonati molti
mammiferi, dai gatti e dai cani ai cavalli e ai maiali, e alcuni esperti
ritengono che la clonazione dei mammiferi possa essere la chiave per
risolvere alcuni problemi della vita.
Ad esempio, clonando bestiame specifico, gli allevatori possono “copiare” gli esemplari più fertili delle loro mandrie o quelli più resistenti alle malattie. Nello sport del polo, gli appassionati hanno clonato i cavalli più performanti, e si stanno clonando anche animali da compagnia. Ma ci sono controversie su queste pratiche; ad esempio, alcuni critici sostengono che clonare animali da compagnia sia immorale, dato il gran numero di animali dei rifugi che vengono soppressi ogni anno.
D'altra parte, la clonazione potrebbe aiutare la conservazione
aumentando la diversità genetica, che può essere bassa nelle popolazioni
piccole e in via di estinzione e che spesso rappresenta un problema
critico per la sopravvivenza di una specie. Le biobanche di tutto il
mondo conservano materiale genetico come una risorsa vitale che può
essere utilizzata per aiutare a ripristinare o far rivivere le specie.E se gli esseri umani dovessero mai migrare su altri pianeti, la
clonazione potrebbe tornare utile, poiché si potrebbe
evitare di trasportare animali di grandi dimensioni attraverso lo spazio
e clonare invece il loro genoma una volta a destinazione.
A mio avviso la nuova ricerca dovrebbe incoraggiare iniziative di conservazione basate sulla prevenzione, anziché affidarsi alla clonazione . “In una prospettiva ottimistica, la clonazione seriale potrebbe un giorno offrire una via per mantenere l’allevamento di un animale specifico per alcuni periodi o per alcune generazioni”, spiega. “Questo studio sottolinea, tuttavia, che contrariamente alle aspettative dei ricercatori, la clonazione seriale non funziona all’infinito”.
LE DOMANDE DA PORSI SERIAMENTE - LA CLONAZIONE UMANA
Si perché gira e rigira di tutti gli aspetti secondari si parla meno che quello che più mi interessa: - La clonazione umana ( che già sicuramente è in corso in maniera legittima o illegittima, poiché la scienza, lo sappiamo, non ha più limitazioni in connessione con i grandi potentati che dirigono i destini del mondo ) deve essere autorizzata e se si, in quali casi? E poi, il clone come deve essere considerato, un essere umano a tutti gli effetti sociali e giuridici ( portatore di diritti eguali
ai nostri ) o un semplice prodotto transgenico ( non portatore di alcun diritto e di una sua propria spiritualità ) che può pertanto essere adibito a cavia per sperimentazione medico sanitaria, agli usi militari ( ognuno potrebbe avere il privilegio di crearsi un proprio esercito magari da mandare al massacro o perché no, da mettere in una arena ad uccidere suoi simili per il godimento del pubblico, come usava una volta ) o ai lavori " di fatica " ( previa ovviamente mutazione genica atta a dotarli di una muscolatura idoneamente sviluppata ) ?
Ma voglio concludere con una notazione che mi sembra particolarmente azzeccata laddove si parla di "transumanesimo" e materialismo oggi prospettante esasperanti scenari: - Lo scientismo di oggi che nega ogni spiritualità, il libero arbitrio, l'esistenza di una qualsivoglia chiamare " forma di anima ", l'esistenza di qualsiasi Ente Superiore, tende sempre di più ad atteggiarsi e prendere il posto di quel Dio che nega.
L. Fancelli
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