FANCY 1

COME UN PRISMA CHE MOSTRA L'INTERO SPETTRO DELLA LUCE...

mercoledì 2 settembre 2026

LA ZUPPA DI FOSSO

 

 Questa ricetta è stata scritta il 7 ottobre 1906.
          Recuperata recentemente, era scritta a mano in un  taccuino di appunti insieme ad altre ricette  ed è attribuita alla bella penna di Augusto Morlacchi, caro amico del Carducci.   

          
         " Certevolte mi son posto questione se certo mangiare, come il nostro, sia frutto di fantasia del posto, oppure esca dalle cucine dei Conti. Ma data una tale mescolanza di fantasia è più probabile doversi ad una maremma povera e ingegnina che non a tavole medioevali lautamente imbandite.  Questa zuppa l'ho vista preparare e l'ho gustata a cavallo fra l'estate e l'autunno, dopo le prime piogge, allorché diventa facile mettere insieme tutte le cose che quì di seguito descriverò, anche se di difficile preparazione.
                       In primo luogo le chiocciole: lavate, purgate e rilavate van bollite, cavate dal guscio e messe da parte in abbondante nepitella fresca. In seconda le anguille che devonsi spellare e tagliare a pezzi. In terza i ranocchi che devonsi spellare e prendere solo le bianchissime cosce: Le si pongono, con le anguille, in sacchetti di rete fine, nell'acqua corrente di un fosso. Ove ciò non si possa, conviene porli in ampio catino con acqua e limone. In quarto luogo le bietoline di fosso, da lessare a metà e rilevare subito in acqua fredda.
             In ultimo quei meravigliosi granchi, rosei e teneri, che vivono sulle colline, vicino alle sorgenti.   Ed ecco come si procede:  - Preparato un soffritto grossolano di aglio, cipolla, sedano,nepitella e peperoncino ci si buttano i granchi senza zampe; rossi che sieno,  si bagnano con vino bianco e grappa. Ingagliarditi dai fumi alcolici si schiacciano a poltiglia e si lasciano cuocere in acqua, pomodoro e sale, per mezz'ora. - Passato il tutto a setaccio fine e rispiccato il bollore ecco pronta una salsa squisita. Metà si pone in una capace pentola facendoci cuocere le bietoline tritate. In quella rimasta nel tegame si mettono le chiocciole e, mezz'ora dopo, le anguille e i ranocchi. Cotti bene che siano si levano dal fuoco i ranocchi e le anguille, disossando con cura gli uni e privando della lisca le altre. Non rimane che buttare nella pentola delle bietole tutto il rimanente, anguille, ranocchi, chiocciole e salsa del tegame, facendo legare tutto con cinque minuti di bollore.
                 In fine la zuppa, secondo il solito; converrete che si tratta di un piatto geniale.
                 L'arte sta nel cogliere la stagione adatta per cavare insieme dai fossi  le bellurie che v'ho sopra descritte".

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

TUTTE LE RICETTE

 HOME PAGE FANCY 1   HOME PAGE FANCY 2

 

martedì 1 settembre 2026

LA PANZANELLA CASTAGNETANA

 

29 -  PANZANELLA CASTAGNETANA

                               E' un piatto della tradizione povera, infatti si basa sul recupero di elementi rimasti inutilizzati che spesso sono destinati a finire nel cestino delle immondizie; e tuttavia è particolarmente interessante in quanto, specialmente nei caldi estivi, apporta notevole freschezza, ricchezza di liquidi, e vitamine con le verdure interessate.


        Non ci sono dosaggi particolari da seguire ma ognuno segua i propri gusti e quantità preferite.

PREPARAZIONE

              1)  In un piatto fondo colmo di acqua  mettere tutti i cantucci di pane e i ritagli avanzati anche se rinseccoliti e considerati inutilizzabili, lasciandoli in ammollo finché non si saranno ridotti in poltiglia ( sarà necessario rimescolare le croste in modo da fargli assorbire l'acqua ). Raggiunta la consistenza di cui sopra scolare il tutto pressando leggermente ma senza "infierire"  esageratamente perché il composto deve comunque rimanere ancora abbastanza acquoso.

              2)  Ora recuperiamo dal frigo altre verdure che potrebbero rimanere inutilizzate come pomodori di qualsiasi tipo, cipolle, cetrioli e tutto quanto di vostro gusto, compreso magari anche un mezzo peperone, oltre ad un mazzetto di basilico fresco ( magari avessimo anche dei fagiolini bolliti avanzati sarebbe l'ideale ).   Provvediamo quindi a sminuzzare tutte le verdure in una grande zuppiera secondo le vostre preferenze e quindi condiamo bene con olio, sale ( e pepe per chi lo vuole, ma non per me ); 

             3) Dopo aver rimescolato aggiungiamo sopra il pane ammollato che avevamo preparato quindi versiamo sullo stesso un'abbondante dose di aceto ( consiglio di mele ) e una generosa dose di buon olio: non preoccupatevi per l'aceto che risulterà comunque notevolmente diluito con l'acqua rimasta ( io non disdegno a questo punto anche una generosa spolverata di origano ).

             4) Ulteriore rimescolata fino a rendere il tutto abbastanza omogeneo con il pane, quindi mettere in frigo a riposare per almeno mezza giornata ( l'ideale è preparare la mattina per la cena della sera ).


                                                  La qualità della preparazione con l'alta digeribilità degli ingredienti fanno di questo piatto il mio preferito nelle calde serate estive sia per la sua freschezza che per la sua semplicità.

TUTTE LE MIE RICETTE       

HOME PAGE FANCY 1        HOME PAGE FANCY 2

  §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§