FANCY 1

COME UN PRISMA CHE MOSTRA L'INTERO SPETTRO DELLA LUCE...

venerdì 31 gennaio 2020

IL FAR WEST DELL' INDUSTRIA MEDICA

LA MEDICINA HA FATTO COSI' TANTI PROGRESSI

CHE ORMAI PIU' NESSUNO E' SANO  Aldous Huxley, autore de “Il Mondo Nuovo”

La méta della moderna " Industria medica "

          Chiariamo subito che cosa intendo per "industria medica":  

Oggi siamo abituati a parlare di "industria farmaceutica" - ; nessuno ricorda più che sono esistiti tempi ( e nemmeno tanto lontani )  in cui la stragrande maggioranza dei farmaci venivano venduti "sciolti" ( su quantità richiesta ) e addirittura preparati sul momento dal farmacista che disponeva di un vero e proprio laboratorio chimico e di una miriade di sostanze di base ( quasi tutte naturali ) per la loro preparazione. Oggi i vasi e vasetti contenitori in ceramica pitturata a mano, rimangono in poche farmacie solo come oggetto da esposizione, per decorazione e abbellimento dei locali e anche l'approfondita conoscenza della chimica, allora indispensabile per quell'attività, è rimasta solo come teoria richiesta in qualche esame universitario mentre la pratica ha fatto la fine dei contenitori di cui sopra.  Certamente quando ogni farmaco è prodotto a livello industriale, perfettamente sigillato e perfettamente calcolato nelle sue quantità e dosaggi dei componenti, perché mai il farmacista dovrebbe arrischiarsi a fare una "mistura" di propria mano?   Sarebbe messo "all'indice"  in primis dagli stessi clienti e poi dai produttori che commerciano gli stessi rimedi utilizzando in larga scala la chimica di sintesi. Cosa voglio dire con questo, che la chimica di sintesi non è valida e dovrebbero essere usati solo prodotti naturali? No di certo.  I farmaci di sintesi hanno una possibilità teoricamente infinita di sviluppo positivo nella cura delle malattie ma, tenuto conto che vengono sintetizzate circa diecimila nuove sostanze l'anno ( non solo per uso farmaceutico ) il loro impatto a lungo termine sul corpo umano dovrebbe seriamente e a lungo essere testato, e questa è tutta un'altra storia.

L'espansione è la prima regola dell'industria e qui di industria stiamo parlando: La chimica industriale, agricola, alimentare e farmaceutica, sono i migliori esempi. Una multinazionale non può smettere di espandersi, di produrre sempre di più, e deve presentare conti in attivo, grafici in ascesa e aumentati profitti ai suoi azionisti. Non c’è nulla di sbagliato nell’aumentare la produzione quando si tratta di prodotti che sono utili e benefici, se tale produzione avviene nel rispetto dei diritti umani e degli altri esseri viventi, ma è criminale quando i prodotti sono veleni, o sostanze che mettono a repentaglio la vita stessa di coloro che in buona fede vi si affidano.

  §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

  L'affare del secolo: l'industria chimica si allea con quella farmaceutica.

          Non crediate di trovare documenti o piani di ricerca ufficializzati che lo possano provare, non sono tanto sprovveduti: hanno dalla loro parte un potere finanziario smisurato e con ciò hanno facilmente "colonizzato" il potere politico, mentre quello giudiziario sta esattamente in mezzo, cosicché, fate un po' voi. La "santa alleanza" è un dato di fatto, in essere da molti anni: un braccio produce la sostanza " magica " capace di infettare tutti in un modo o nell'altro; l'altro braccio provvede alla "cura"  in modo che la malattia ormai dilagata, non sia più nemmeno considerata una vera e propria malattia poiché con essa possiamo convivere tranquillamente, tenendola solo "sotto controllo", molto tranquillamente fino alla morte, morte che sopravverrà inesorabilmente ( generalmente ) dopo vari anni. Ma c'è un  terzo braccio: è come ho detto, quello politico istituzionale, il quale permette o più spesso favorisce che la sostanza magica venga diffusa dovunque, in tutti i modi e in tutti i sistemi biologici in modo che nessuno possa più sottrarsi al contatto o all'ingestione.
  Beh io, questa "santa alleanza" la chiamo associazione a delinquere , associazione che se ne strafotte di mafia ndrangheta e camorra, quelle sono solo associazioni effimere, destinate ad essere perseguite mentre qui stiamo parlando di "un progetto" che è destinato a durare nel millennio senza essere perseguito, anzi, generalmente omaggiato, ringraziato e in parte anche finanziato.
Vogliamo essere più chiari?  La sostanza magica di cui parlo è l'insieme di veleni che sappiamo essere cancerogeni e teratogeni, ( cioè producono malformazioni del feto ) che l'industria chimica  immette nell'ambiente ( primo braccio ) essenzialmente tramite l'agricoltura, con il compiacimento delle istituzioni. La  "cura"  che il secondo braccio invece ci somministrerà  è la ormai conosciutissima chemioterapia, cura che ci assisterà e "allieterà" per tutta la vita rimanente, facendoci allungare l'agonia quanto più a lungo possibile poiché c'è un intero mondo che vive e prospera su questa new economy. Se poi questa vita sarà generalmente di pochi anni, magari in atroci sofferenze, poco importa, perché è tutto tempo sottratto al killer che si chiama cancro ma di cui non dobbiamo più avere paura:- Avete notato che ormai nessuno parla più di cancro ma solo di tumore? ( i comunissimi nei della pelle sono innocui tumori benigni ). Anche tecnicamente nessuno vi dirà più che avete un cancro, magari col suo nome specifico perché ogni tipo ha una sua precisa denominazione, ma solo che c'è una neoplasia, che potrà in ogni caso essere curata e, state tranquilli, sarà cronicizzata:  dovete solo imparare a "conviverci" così andrete avanti ancora per anni (quanti?) facendo una vita "quasi" normale con le nuove chemioterapie che la "scienza", passatemi la parola, sta  continuamente migliorando e rendendo efficaci.

 

          Concludendo, la méta oggi stabilita dalla "Santa Alleanza " ( che ha ottenuto la forza, il potere e i mezzi di diffusione ) non è solo quella  di ampliare al massimo la quantità della popolazione trattata ma anche di estendere a vita la dipendenza alla cura ( ciò che in commercio si chiama fidelizzazione ) - In sostanza sembra proprio valere il motto: " UNA CHEMIO PER TUTTI ".
    Ma allora che fare di fronte ad una situazione così drammatica?

 Intanto occorre partire dall'informazione verso tutte le categorie di persone, dagli agricoltori che sono i primi utenti, agli operai e lavoratori che ne vengono a contatto ( spesso direttamente ) fino a noi utenti finali che ormai introduciamo nel nostro corpo, con la normale alimentazione, una bella miscela di tali prodotti procurando così un "effetto cocktail": sarà interessante quindi sapere che molti sono gli studi presentati sugli effetti di una singola sostanza ( e già qui è da discutere molto sul come essi vengano presentati, e da chi sono eseguiti) ma nessuna ricerca a tutt'oggi risulta conosciuta sull'effetto "cocktail", anche se tutti concordano nel dire che sembra ovvio che i rischi debbano essere una sommatoria di tutte le varie sostanze con cui si viene in un modo o nell'altro a contatto.

E vediamo chi sono:

I CAVALIERI DELL'APOCALISSE

Quattro agenti sono inclusi in moltissimi fitofarmaci, conosciuti anche come fitosanitari: sono utilizzati in agricoltura sulle coltivazioni, sui prodotti raccolti e nel settore forestale. Appartengono al gruppo dei pesticidi, dei diserbanti e possono essere di sintesi o naturali. Sono impiegati per combattere malattie infettive delle piante, parassiti, animali fitofagi e anche per eliminare le piante infestanti.
     Riporto  di seguito le descrizioni e note informative che tutti potete trovare sui vari siti specializzati ricercando "pesticidi in agricoltura":

MALATIONE  il malathion, o malatione, è una sostanza usata in molti campi, non solo in agricoltura, ma anche per le disinfestazioni domestiche e per combattere i pidocchi. Su questo agente ci sono ricerche con risultati contrastanti: alcune ricerche hanno evidenziato però un suo legame con casi di linfoma non-Hodgkin sia in Canada, che negli Stati Uniti e in Svezia.

È un insetticida e acaricida organofosfato, la sua tossicità in ambienti aperti è classificata come bassa, ma quando si degrada si trasforma in malaossone, una sostanza 60 volte più tossica del malatione.

DIAZINONE
La seconda sostanza messa “all’indice” è il diazinon, o diazinone, un insetticida organofosfato sintetizzato nel 1952 dalla Ciba-Geigy, azienda chimica svizzera diventata poi il colosso Novartis. Il suo uso come insetticida domestico contro blatte, formiche e pulci è stato vietato nel 2004. Viene però ancora utilizzato in agricoltura.
Anche il diazinone è stato associato da diversi studi all’aumento del rischio per il linfoma non-Hodgkin e per il cancro ai polmoni. Malgrado le prove che corroborano i risultati siano limitate la IARC l’ha inserito nella lista soprattutto per i test sull’alterazione cromosomica e del DNA condotti su cavie da laboratorio.

IL DIMETOATO -   meglio conosciuto come  ROGOR


Se ci riferiamo all'olio, ogni fitofarmaco presenta un fattore di concentrazione peculiare che dipende dalle caratteristico chimico fisiche della molecola sia dal livello di concentrazione nel frutto alla raccolta. Eccezion fatta per il dimetoato,di cui il 20% della concetrazione nel frutto viene poi a ritrovarsi nell'olio, la maggior parte dei pesticidi è lipofila per cui tendono a concentrarsi nell'olio, mediamente di un fattore 3.
Da notare che il lavaggio in frantoio non sempre determina un abbassamento della concentrazione del fitofarmaco. Il lavaggio, infatti, può portar via solo la parte di presidio fitosanitario che è depositato esternamente, sulle cere e sulla polvere eventualmente presente sulla superficie del frutto. Nel caso di molecole lipofile queste hanno tutte una capacità di penetrare la cuticola, di fatto rendendo ininfluente il lavaggio.
E' importante sottolineare che, una volta nell'olio, i principi attivi generalmente subiscono solo lievissime degradazioni, addirittura nessuna degradazione, come nel caso del dimetoato, fino a 240 giorni. L'occasione della lotta alla Xylella dell'olivo in Puglia è stata subito sfruttata dal ministro Martina che ha inserito la lista degli insetticidi da usare di “default”, insieme all’acetamiprid e al dimetoato. I primi due, sempre secondo EFSA, hanno effetti dannosi sul sistema neurologico dei feti, che si forma nei primi mesi della gravidanza, mentre il terzo, il dimetoato è cancerogeno per l’uomo. Altre sostanze chimiche imposte dal decreto Martina, come per esempio il brufezin, un fungicida, sono altamente tossiche per l’ambiente, per gli animali e per l’uomo.

Il dimetoato è il famigerato “Rogor”, venduto ai contadini salentini come “la medicina”: uccide non solo le api e tutti gli insetti in maniera indistinta, ma ha effetti cancerogeni provati da diverse ricerche scientifiche.
E' scritto su Xylella report e lo trovate anche sul documentario.
Ma per i poveri contadini, soprattutto quelli che si affidano al passaparola del venditore di concimi del proprio paese, quella è “la medicina”, che in buona fede usano per uccidere gli insetti.

GLIFOSATO -  
 il glifosato è un’erbicida “totale”, cioè non selettivo, il cui brevetto è rimasto nelle mani della Monsanto fino al 2001. È presente in 750 ( dicasi settecentocinquanta ) diversi prodotti usati sia in agricoltura che nelle operazioni di disinfestazione urbana e domestica.
La vicenda del glifosfato è complessa: nel 1985 è stato classificato come probabile agente cancerogeno dall’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (US EPA) e poi escluso dalla lista dallo stesso organismo. Anche il glifosfato è stato collegato al linfoma non-Hodgkin, in ricerche americane, canadesi e svedesi, nel 2001: inoltre, anche in questo caso, prove in laboratorio hanno dimostrato la sua capacità di alterare DNA e corredo cromosomico.



             - Argomenti di prossima implementazione:

I "TRATTAMENTI"  SULLA VITE

I "TRATTAMENTI" SULLA FRUTTA

ETICHETTA  "BIO" : UNA TRUFFA AUTORIZZATA

I MIEI CONSIGLI: COME LIMITARE ALMENO I PERICOLI CONOSCIUTI

  Seguimi sulla pagina  Cancro e "medicina" moderna

      vedi OLIO DI OLIVA: Un dono della natura o un infido veleno?

Dal blog Lavoro e Salute : rapporto dell'oncologa Patrizia Gentilini al congresso di medicina del 2015 a Firenze Pesticidi: Pericoli rischi e costi per danni alla salute umana
vedi anche TOSSICITA' DEI FITOFARMACI

 Selezione delle notizie più recenti e interessanti in materia di pericolo agroalimentare dalla rivista IL SALVAGENTE , TEATRO NATURALE ed altre di rilievo anche internazionale:

Glifosato e Clorpirifos
 dentro di noi: lo studio che svela la
 contaminazione

Clorpirifos in eccesso (oltre le soglie di salvaguardia) e glifosato sempre presente (seppur entro
 i limiti) nell’organismo di una famiglia di 4 agricoltori reggiani. Sono questi i risultati dello screening 
promosso da Isde-Medici per l’ambiente e condotto da Mario Franzini, Olinto Bonori e  Giulia Nasi
 per l’Associazione prevenzione tumori Onlus di GuastallaScreening RE.P.-CO.B.RA – Residui
 di pesticidi nei coltivatori della Bassa Reggiana”.  Lo studio, come spiega il sito di Cambia la terra
la campagna promossa da Federbio per dire “No ai pesticidi. Sì al biologico” – che si è svolto nel 2018
 e ha coinvolto per alcuni mesi una famiglia di agricoltori – padre, madre e due figlie – che coltiva un
 frutteto ad alta densità di circa 7 ettari nella provincia di Reggio Emilia,  monitorandone il livello di
 esposizione ad alcuni pesticidi.

Le analisi (prima e dopo) i trattamenti

Nello specifico, come spiega Cambia la terra, “ogni componente della famiglia è stato sottoposto a
 screening: un primo dato è stato raccolto prima dell’inizio dei trattamenti con pesticidi nel
frutteto, allo scopo di determinare l’eventuale presenza di residui di pesticidi nelle urine in assenza
 di esposizione recente. In seguito, in occasione di ogni trattamento, sono stati prelevati campioni di
 urina da ciascun componente della famiglia, sia prima che dopo il trattamento e a distanza di 12
 e 24 ore“.I fitosanitari monitorati nelle urine del campione sono stati cinque: tre insetticidi
 (imidachloprid, chlorpyrifos, permetrina) e due diserbanti (Mcpa e glifosato). Inoltre per
 imidachloprid, chlorpyrifos e piretroidi sono stati ricercati anche i metaboliti, ovvero le sostanze
 che degradano dalla molecola principale. Ricordiamo che il clorpirifos e il clorpirifos metile sono
 stati messi al bando da un recente voto europeo e non potranno più essere usati a partire dai 
prossimi giorni con l’inizio del 2020. In particolare è da evidenzaiare che il clorpirifos è un’insetticida 
molto utilizzato in Italia sia nelle colture degli agrumi sia in quello delle pere proprio in
 Emilia-Romagna.

I risultati della contaminazione

“Il dato più rilevante e inaspettato emerso dallo screening – scrive ancora Cambia la terra – riguarda
 il tricloridrossipiridinolo, principale metabolita del chlorpyrifos. Nel capofamiglia – peraltro l’unico
 a eseguire trattamenti nel frutteto – la concentrazione del Tcpyr è stata rilevata a livelli molto elevati e
 persistenti nel tempo, mentre è risultata nei limiti negli altri componenti. In occasione del secondo
 trattamento con chlorpyrifos del luglio 2018, le concentrazioni del Tcpyr nel capofamiglia sono risultate
 particolarmente elevate: 164,2 μg/L a distanza di 12 ore, circa 14 volte il valore limite fissato a
 11,3 μg/L. Le concentrazioni sono rimaste significative per un’intera settimana. Anche a controlli
 successivi sono risultati livelli elevati di tcpyr: a distanza di un mese dall’ultimo trattamento avvenuto
 a luglio si è riscontrata una concentrazione di 57,3 μg/L . Oltre quattro mesi dopo – a dicembre – 
 era presente un valore doppio (22 μg/9L) rispetto al limite“.Meno marcata la contaminazione da
 glifosato seppur prensente nell’organismo dei componenti della famiglia osservata: la concentrazione
 del famigerato erbicida considerato probabilmente cancerogeno è risultata per tutti i componenti della
 famiglia entro i limiti, anche se il padre ha evidenziato valori comunque superiori tra quelli del 
nucleo di appartenenza.

“Patologie correlate al chlorpyrifos”

La ricerca che naturalmente non vuole avere un valore scientifico è sicuramente un interessante 
spunto di riflessione che mette in evidenza l’esposizione professionale e non solo ai trattamenti
 fitosanitari. Secondo gli autori servirebbe sensibilizzare gli agricoltori e prevedere un protocollo 
di esami analitici e di controlli periodici per prevenire le malattie correlate con l’uso dei pesticidi. “Nel 
caso specifico di questa indagine – conclude Cambiamo la terra – proprio all’utilizzo del chlorpyrifos
 potrebbero infatti essere collegate due patologie presenti nel capofamiglia: la degenerazione 
 maculare della retina e l’artrite reumatoide. Malattie che, secondo numerosi studi scientifici, sono
 correlate con l’uso di pesticidi organofosforici, erbicidi e fungicidi”.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

La denuncia di Pan Europe: 

l’Ue ha autorizzato oltre 100 pesticidi che alterano

 il sistema ormonale

Dal 2011 ad oggi, l’Unione europea ha approvato l’uso di oltre 100 pesticidi,
 dando loro in genere licenze di 10 anni, senza testarne l’impatto sul sistema ormonale umano, 
nonostante l’obbligo di farlo. E’ quanto ha messo in evidenza l’ultimo rapporto di Pan-Europe che
 ha preso in esame 33 pesticidi approvati dall’Ue scoprendo che 31 hanno ottenuto una licenza senza
 alcun test scientifico per verificare se hanno causato danni al sistema endocrino umano
 ( qui il report con tutti i pesticidi presi in considerazione). Le nostre analisi hanno riscontrato la
 presenza di alcuni di essi in altrettanti prodotti.Ad esempio il Difenoconazole, il Fluopyram e il  
Methoxyfenozide sono stati trovati su alcuni campioni di pomodori freschi mentre il Trifloxystrobin 
 sulle zucchine. Tra i pesticidi autorizzati dall’Ue senza la verifica sul loro potenziale di interferente 
endocrino c’è anche il Clorpirifos, da qualche giorno messo al bando dall’unione europea (e che noi 
abbiamo trovato su uva e in alcuni campioni di birra), il controverso Glifosato e il Bentazone che è 
compreso tra i pesticidi che la Coop ha messo al bando dalle proprie produzioni.Dal 2009 l’Unione 
europea è l’unico mercato al mondo che vieta i pesticidi che causano l’interruzione del sistema 
endocrino (regolamento sui pesticidi 2009, entrato in vigore nel 2011). Questi prodotti chimici
 (i cosiddetti ED), che interferiscono con il sistema ormonale, possono causare una vasta gamma
 di malattie tra cui il carcinoma mammario e quello prostatico, diabete e possono avere gravi effetti 
sullo sviluppo del sistema nervoso bambini. In effetti, la ricerca scientifica ha dimostrato che gli esseri 
umani sono particolarmente sensibili alle sostanze che alterano il sistema endocrino durante le prime
 fasi della vita, rendendo le donne in gravidanza, i neonati e i bambini le più vulnerabili.Da quando il 
regolamento è stato approvato nel 2009, i pesticidi che alterano il sistema endocrino sono stati vietati
 nell’Ue. Nel 2012 l’Ocse ha concordato una serie di test scientifici che l’Ue avrebbe dovuto utilizzare. 
Inoltre, nel giugno 2018, l’Ue ha adottato nuovi orientamenti che stabiliscono esplicitamente tutte le
 informazioni necessarie per consentire alla Commissione di giungere a un giudizio sul fatto che
 un pesticida sia un interferente endocrino o se sia sicuro da usare.Il nuovo rapporto di
 Pesticide Action Network Europe (PAN) mostra che nella stragrande maggioranza dei casi 
esaminati, la Commissione ha ignorato queste regole. Invece di testare i pesticidi come richiesto, 
l’esecutivo europeo ha semplicemente chiesto ai produttori di fornire “informazioni” sul loro pesticida.
 In 12 dei casi esaminati, le aziende hanno affermato di poter fornire queste prove solo in un secondo
 momento e comunque dopo l’autorizzazione mentre in 10 casi, i produttori non si sono nemmeno
 preoccupati di presentare le informazioni richieste, per non parlare dei test specifici per l’ED. 
Tuttavia il loro pesticida ha concluso l’iter di approvazione in maniera positiva.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Il Messico rimanda indietro 1.000 tonnellate 

di glifosato: “È pericoloso”


Il governo messicano afferma che non consentirà una spedizione di 1.000 tonnellate di glifosato nel
 paese, preoccupato per la salute e l’ambiente come rende noto l’agenzia Associated press.Il Messico
 è solo l’ultimo di una serie di paesi ad annunciare i divieti sul glifosato, il principio attivo del diserbante 
Roundup.Il dipartimento per l’ambiente di Città del Messico ha dichiarato di aver negato il permesso di
 importare il glifosato, presumibilmente per uso agricolo e ha affermato che “il glifosato rappresenta un
 rischio ambientale elevato, data la presunzione credibile che il suo uso possa causare gravi danni 
ambientali e danni irreversibili alla salute”.In precedenza, la Thailandia aveva annunciato divieti o 
eliminazioni graduali del glifosato entrando in rotta di collisione con l’amministrazione Trump. In Europa
 ci sono paesi che lo hanno già fatto (come l’Austria) ed altri (come Francia e Germania) che hanno 
deciso di vietarlo dal 2023.          

Brasile, sospesa l’autorizzazione di 63 

pesticidi tossici

Il Tribunale federale di Ceará, uno stato nel nord-est del Brasile, ha sospeso la registrazione di 63
 pesticidi effettuata dal ministero dell’Agricoltura a settembre scorso. La decisione non è definitiva 
dal momento che il governo ha già fatto sapere di essere pronta al ricorso.La richiesta è stata 
presentata attraverso un’azione popolare presentata dal deputato federale Célio Studart (PV-CE). 
 Tra i prodotti più controversi registrati a settembre ci sono quelli a base di sulfoxaflor, che è stato
 correlato alla riduzione degli sciami di api. Gli altri prodotti per i quali il tribunale ha sospeso
 l’autorizzazione sono i principi attivi fluopiram, che viene utilizzato per uccidere i funghi, e dinotefuram,
 un insetticida.“L’autorizzazione per la libera commercializzazione di pesticidi con un alto tasso di
 tossicità è incompatibile con i principi che regolano l’attività economica […] In nessun luogo
 del mondo esiste un paese economicamente ricco con una popolazione gradualmente malata: una
 circostanza che si verificherà presto se non combattiamo oggi la pratica inclusiva di tali agenti chimici
 e biologici dannosi per il nostro ambiente ”, ha affermato il magistrato.Il dinotefuram è usato per 
controllare gli insetti succhiatori come le cimici dei letti. Può essere applicato in 16 colture: riso, 
avena, patate, caffè, canna da zucchero, segale, orzo, agrumi, fagioli, miglio, mais, pascolo, 
soia, pomodori, grano e triticale. È considerato estremamente tossico dalla National Health 
Surveillance Agency (Anvisa). Il pesticida non è registrato per uso agricolo nell’Unione Europea
 (solo domestico) e viene rivalutato negli Stati Uniti, dove il primo record è del 1985. Per uso agricolo,
 il prodotto è stato approvato dal 2004.Il fungicida fluopiram è un prodotto indicato per combattere i 
parassiti che attaccano le radici delle piante (nematodi) e avrà l’autorizzazione per 7 colture: cotone,
 patate, caffè, canna da zucchero, fagioli, mais e soia.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Per la prima volta, in Francia, il tribunale dà 

ragione ai sindaci antipesticidi


Per la prima volta, un tribunale francese convalida lo stop ai pesticidi emesso da due Comuni.È la 
decisione a cui è giunto l’8 novembre il tribunale amministrativo di Cergy-Pontoise che ha convalidato 
le ordinanze di Gennevilliers e Sceaux, nell’Hauts-de-Seine.Nell’audizione i due sindaci avevano difeso
 i loro provvedimenti spiegando che erano stati resi necessari per proteggere la salute della
 popolazione. E i giudici hanno dato ragione a questa linea sconfessando la prefettura che era ricorsa.
Questa decisione del tribunale amministrativo è la prima del genere in Francia. Spiega il giornale 
Franceinfo che fino ad ora tutti i Comuni che avevano adottato misure simili avevano visto annullati i 
loro decreti. Il caso più emblematico è quello di Langouët. Adottando un decreto sugli antiparassitari lo
 scorso maggio, il sindaco di questa città bretone aveva avviato un ampio dibattito e creato emulatori. 
Alla fine di ottobre, il tribunale ha stabilito che il divieto di prodotti fitosanitari non era responsabilità di 
un sindaco.“Questo è il primo caso di vittoria e sono estremamente contento”, ha risposto a
 Franceinfo l’avvocato Corinne Lepage che rappresentava i due Comuni. “Il tribunale conferisce al 
sindaco la giurisdizione per agire” e vietare i pesticidi nel suo comune, “e considera nel merito, che 
se la pericolosità dei prodotti è sufficientemente accertata, il primo cittadino può dettare le regole.
“Il sindaco aveva il diritto di ritenere che gli abitanti fossero esposti a un grave pericolo che giustificasse
 l’emanazione delle misure”.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
     
 5 anni di moratoria non bastano: 
i pesticidi killer delle api sono ancora nel 
nettare europeo
Cinque anni di moratoria non sono bastati in Europa a far sparire da piante da fiori i pesticidi killer 
delle api. La notizia, legata a una ricerca francese pubblicata sul sito di Science Direct  dimostra 
quanto sia drammatico e persistente l’impatto dei neonicotinoidi sull’ambiente.La Ue, dopo aver 
appurato il legame tra declino delle api e alcuni pesticidi, aveva deciso una moratoria nel 2013 su
 tre neonicotinoidi in colture attrattive per le api.L’équipe francese ha voluto quantificare i residui di 
neonicotinoidi nel nettare provenienti dallo dai semi oleosi in Francia occidentale raccolti durante i
 cinque anni di moratoria europea. “Abbiamo rilevato tutti e tre i neonicotinoidi banditi – spiegano i
 ricercatori – L’imidacloprid è stato trovato in tutti gli anni senza una chiara tendenza al declino, ma
 con una forte variazione inter e intra-annuale e concentrazioni massime superiori alle concentrazioni 
riportate nelle colture trattate”. La spiegazione? Per gli scienziati è inequivocabile: “I livelli di residui 
dipendevano dal tipo di suolo e aumentavano con le precipitazioni. La simulazione della mortalità 
acuta e cronica suggerisce un rischio considerevole per le api. Concludiamo che i residui persistenti
 di terreno imidacloprid si diffondono su larga scala nell’ambiente e contaminano sostanzialmente una
 grande coltura a fioritura di massa”.Dunque per il pool di ricercatori “I nostri risultati forniscono
 ulteriore supporto alla recente estensione della moratoria a un divieto permanente in tutte le colture
 all’aperto”.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°         
Troppi residui di fitofarmaci nei 
pomodori freschi
Troppi residui di fitofarmaci nei pomodori freschi                
Preoccupa il multiresiduo: fino a 16 sostanze in un singolo pomodoro. Le varietà finite sotto la lente
 di ingrandimento sono i pomodorini a grappolo, ciliegino, Pachino e marzanino e di origine italiana
 ad eccezione di tre campioni che provengono dalla Spagna.  Rosso pesticidi: è la nuova inchiesta 
del mensile Il Salvagente che punta i riflettori sui pomodori. Quelli da mangiare freschi, d’estate.
 Un ortaggio che deve essere il più possibile pulito e libero da residui di trattamenti e pesticidi.
 La rivista ha così portato in laboratorio 12 tipologie di marchi differenti per verificare la presenza 
di metalli pesanti e pesticidi. Cosa è emerso? Campioni tutti regolari e solo due bocciati dalla rivista
 per la presenza di multiresidui. Sono proprio questi a sollevare le domande principali della testata: 
davvero un ortaggio ha bisogno di tanta chimica?Le varietà di pomodori finite sotto la lente di 
ingrandimento sono i pomodorini a grappolo, ciliegino, Pachino e marzanino, tutti reperiti a Roma, e
 di origine italiana ad eccezione di 3 campioni che provengono dalla Spagna, acquistati presso Lidl,
 Eurospin ed Esselunga. Sono state fatte analisi per verificare la presenza di metalli pesanti e pesticidi.
 Quello che emerge è la conformità alla legislazione in materia. Ma non basta a rasserenare del tutto,
 perché a preoccupare sono soprattutto i multiresidui, che alimentano una sfilza di domande da parte
 del mensile: “Tutti quelli da noi testati rispettano i limiti di legge e per questo sono conformi. Ma la
 presenza ricorrente di più pesticidi può davvero rassicurarci? Portare in tavola un pomodoro nel quale
 ben 16 residui hanno lasciato traccia di trattamenti fitosanitari, può lasciarci tranquilli? E senza 
escludere un possibile effetto cocktail, l’azione combinata sulla salute umana di basse dosi di principi
 attivi copresenti nell’alimento, viene da chiedersi se un ortaggio abbia bisogno di così tanta chimica”.
Le analisi escludono la contaminazione da metalli pesanti, cadmio, piombo e rame. Per quanto 
riguarda i pesticidi, nessun prodotto ha superato i limiti di legge per quanto riguarda le singole sostanze
 riscontrate. Sui multiresidui il test segnala 16 sostanze su un campione di pomodorini, di cui
 12 fungicidi e 4 insetticidi. Su un altro campione ci sono 5 residui, su altri due prodotti 4 tracce di 
fitofarmaci. I pomodorini sono a norma di legge ma il tema sollevato è quello dell’azione combinata di 
basse concentrazioni di molecole diverse, noto come effetto cocktail, da tempo segnalata nelle 
inchieste sul cibo fatte dal Salvagente.Alla luce dei risultati dei test effettuati la domanda posta dalla
 rivista è se sia possibile coniugare la qualità del pomodoro senza ricorrere a fitofarmaci e pesticidi. 
Un fronte nutrito di ambientalisti e agricoltori biologici, racconta l’approfondimento della testata, ha 
chiesto al Governo una maggiore tutela dell’ecosistema e dei cittadini, chiedendo al contempo leggi e 
sanzioni certe contro chi inquina. L’occasione è offerta dal Pan pesticidi, il Piano d’azione nazionale
 per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari che ogni cinque anni viene sottoposto a consultazione e
 poi licenziato dagli esecutivi per governare l’uso dei pesticidi in ambito politiche agricole e ambientali.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
La ricerca medica non può contrastare la verità insindacabile ufficializzata da BIOFARMA 
vedi l' INTERVISTA realizzata sul canale Byoblu.


martedì 28 gennaio 2020

CAVOLO STRASCICATO

**********************************

25 )      CAVOLO STRASCICATO      

        Tagliare a pezzettini la palla del cavolfiore e in una capiente teglia farla rosolare per una decina di minuti con un po' d'olio. Solo negli ultimi due minuti aggiungere degli spicchi d'aglio in quantità adeguata ai vostri gusti.    Dopo aver aggiunto nuovo olio fresco in quantità sufficiente  ripartire con la cottura aggiungendo la passata di pomodoro, la salsiccia e per chi lo preferisce, una manciata di olive nere salate.     Cuocere per almeno mezz'ora - quaranta minuti a fuoco lento sfumando in ultimo con un bel bicchiere di vino bianco.                                           

Ingredienti per 2 persone

             1 palla di cavolfiore , due salsicce fresche ben sminuzzate, un pugno di olive nere, un bicchiere abbondante di passata di pomodoro ;

              1 bicchiere di vino bianco;

              Olio, sale, pepe  q.b.           

                             vai alla pagina cucina di Castagneto Carducci

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

domenica 12 gennaio 2020

CUCINA CASTAGNETANA

24 )                    LA ZUPPA LOMBARDA     

   E' un piatto della cucina povera per cui "si lavora" essenzialmente sugli ingredienti che dovranno essere di prima qualità. Il pane, ma anche l'olio che se nel periodo autunnale è di recente spremitura sarà il tocco finale a firmare una performance d'autore. Nondimeno i fagioli di cui gli sprovveduti diranno: "I fagioli sono sempre fagioli".  Ebbene, provate a prendere dei buoni cannellini secchi, teneteli un giorno a rinvenire in una pentola d'acqua, poi lessateli a fuoco lento in una bella casseruola di terracotta ( che fra poco non se ne troveranno più ) con qualche spicchio d'aglio e un ciuffo di salvia che già così, conditi con olio sale e pepe sono una leccornia,  e poi mi direte quanto assomigliano a quelli che trovate in barattolo.

Ingredienti per 2 persone

             4 fette di pane;

              1/2 Kg di fagioli cannellini secchi da rinvenire e lessare come sopra;

              Olio, sale, pepe e parmigiano reggiano q.b.           

 Bene, quì invece versandoli con tutto il liquido ben caldo sul pane ( che a seconda dei gusti potrebbe essere anche leggermente abbrustolito e agliato ) andiamo a formare una perfetta zuppa che sarà rifinita come sopra con abbondante olio, sale, pepe e una bella grattata di parmigiano.             §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

   Ora mi si dirà: Ma che c'azzeccano i " lombardi " a Castagneto?  Niente dico io, proprio niente, ma quante ne volete sapere? Vi dirò solo che  "lombardi" a Castagneto erano chiamati i pastori che venivano per la transumanza ( dall'Emilia ) con grandi greggi di pecore e con questi pochi semplici ingredienti e un bel tòcco di parmigiano, se la scampavano alla grande.

                                vedi tutte le ricette  di  cucina castagnetana 

sabato 2 novembre 2019

SCIMMIE

Una piccolissima differenza

              Una scimmia che ha fatto carriera fino a conquistare ogni angolo del pianeta, ma che ora rischia di estinguersi perché una feroce concorrenza si è scatenata tra i diversi gruppi della sua stessa specie. Questo siamo noi, uomini moderni: se in diecimila anni non siamo sostanzialmente cambiati dal punto di vista biologico, in compenso abbiamo stravolto il nostro ambiente naturale e culturale.      






      Oggi viviamo in uno squilibrio pericoloso che ci ha fatti entrare di diritto nelle " specie animali ad alto rischio di estinzione ", pur essendo la specie animale che ha avuto il maggior successo.
       Come mai? Il segreto è stato, in ogni epoca,  la nostra grande capacità di adattamento.
Da quando l'uomo, un milione di anni fa ha lasciato l'Africa per conquistare gli altri continenti, ha dovuto affrontare nuovi ambienti e adeguarsi via via, a situazioni sempre diverse. In questo modo il suo cervello si è sviluppato dai 700 centimetri cubi di homo abilis fino ai 1350 di Homo sapiens sapiens cioè noi. Una capacità cranica che non è paragonabile a quella di nessun altro animale  e che ci rende infatti assolutamente unici.

DNA in comune

                              Dal punto di vista delle sequenze genetiche la differenza tra l'uomo e lo scimpanzé è di poco superiore all'1 per cento.L'affinità è tale che per esempio i gruppi sanguigni sono identici e che, come è già accaduto, si possono fare anche trapianti d'organi da scimpanzé a uomo e viceversa. Dal punto di vista biologico siamo infatti compatibili con uno scimpanzé quanto lo siamo con un altro uomo. Non altrettanto si può dire dei nostri rapporti con un altro primate, il gibbone, rispetto al quale le differenze nel DNA salgono al 20 per cento; ciò significa che partendo da un antenato comune uomini e scimmie si sono divisi successivamente in rami evolutivi diversi, e che la separazione da noi è avvenuta per il gibbone in tempi più antichi rispetto allo scimpanzé.
                              I genetisti parlano di "orologio molecolare": Un certo numero di differenze tra individui simili corrisponde ad un certo intervallo di tempo. Con questo sistema, andando a ritroso nel tempo, si è stabilito per esempio che il primo ominide sarebbe comparso sei milioni di anni fa, Per il momento non ci sono tuttavia riscontri fossili che lo confermino.

Teoria superata ---------- In realtà le teorie sopra esposte riguardo ad una possibile interpretazione temporale delle numerose variazioni genetiche che portano al primo ominide, sono state riviste e corrette alla luce dei sostanziali cambiamenti apportati all'originario darwinismo, cambiamenti che proprio il continuo e costante progresso nello studio della genetica ha oggi permesso di introdurre nella teoria dell'evoluzione delle specie. In sostanza stabilire un tempo ( sei milioni di anni ) in base al numero di variazioni genetiche riscontrate è del tutto arbitrario: - Le variazioni ( che sono semplici errori di trascrizione dei dati da parte dei geni ) sono risultate del tutto casuali e non quantificabili nel tempo; esse cioè, possono avvenire in tempi lunghissimi come concentrarsi in tempi relativamente brevi, essere frequenti ma di rilevanza quasi nulla sul corpo costruito ( fenotipo ), oppure assai rare ma di tale entità che si generano caratteristiche del tutto nuove. Quando esse sono poi  rispondenti alle particolari esigenze ambientali ( ma per puro caso, è sfatata la vecchia concezione di un ambiente che agisce per indirizzare su una certa strada ) anche l'ambiente entra in gioco, favorendo la riproduzione di coloro che ne sono dotati.

Certamente sconvolgimenti ambientali di livello planetario come glaciazioni o il tanto discusso Evento K-T ( impatto con il mega asteroide ), hanno concentrato e favorito periodi di grande rimescolamento genico 

 L'estinzione di massa del Cretaceo-Paleocene, detta anche estinzione di massa del Cretaceo (o evento K-T), è una drammatica riduzione nel numero delle specie viventi sulla Terra, avvenuta circa 65,95 milioni di anni fa, ritenuta una delle maggiori estinzioni faunistiche verificatesi durante il Fanerozoico, che portò alla scomparsa di circa il 70% delle specie marine esistenti e delle specie continentali.
"L'impatto dell'asteroide è stato solo il colpo di grazia": è ciò che afferma Paul Renne, geologo dell'Università di Berkeley, California, autore di un recente studio. La sua ricerca, pubblicata a febbraio sulla rivista Science, si aggiunge al dibattito scientifico in corso sulle cause dell'estinzione dei dinosauri, sempre più orientato a immaginare una concomitanza di vari fattori ambientali.




































La conquista della posizione eretta.
            La prima testimonianza di ominide dal punto di vista paleontologico risale a circa 4 milioni di anni fa: Si tratta delle prime impronte di un individuo che cammina in posizione eretta, caratteristica esclusiva dell'uomo, ritrovate a Laetoli ( Tanzania ). La posizione eretta comporta, rispetto agli antenati, una modificazione scheletrica a livello del cinto pelvico: Mentre infatti nelle scimmie antropomorfe gli ilei ( ossa dell'anca ) sono molto allungati e stretti, nell'uomo sono corti e svasati; e la cavità del bacino pelvico delimita uno spazio più ampio e funzionale al parto di un neonato provvisto di un voluminoso cervello. Questa differenziazione potrebbe essere avvenuta in seguito ad un grande cambiamento climatico che avrebbe portato alla distruzione delle foreste e alla discesa del primo ominide dall'albero, per affrontare la savana alla ricerca di cibo.

Parola di uomo.

                  Su un punto non ci sono dubbi: il nostro cervello è in assoluto il più grande e possiede funzioni eclusive come la comunicazione basata su un linguaggio concettuale, attività che esige precise condizioni anatomiche come le aree di Broca e di Wernicke, delicati meccanismi neuronali che consentono di avere il concetto della parola e di trasmetterlo. Negli altri animali invece i suoni emessi corrispondono per lo più a stati emozionali e non a concetti. Anche gli scimpanzé sono in grado di stabilire una comunicazione simile alla nostra perché possiedono la medesima logica linguistica ma non possiedono le strutture nervose necessarie alla formulazione del linguaggio. Gli scimpanzé possono essere considerati in un certo senso, dei sordomuti.
                  Negli Stati Uniti i coniugi Gardner già nel 1966 riuscirono ad insegnare ad uno scimpanzé i segni dell'alfabeto dei sordomuti. Se poi questi animali non hanno sviluppato la vocalizzazione è probabilmente perché nel loro habitat non conviene averla: nella foresta, per chi vive sul terreno e non sugli alberi è meglio essere silenziosi per non rivelare la propria presenza ai predatori.
 



Vai alla pagina PARLIAMO CON I NOSTRI PROGENITORI

sabato 19 ottobre 2019

COPERNICO

Il vero volto 

    Frombork, Polonia settentrionale, primavera del 2005. Dopo un anno di scavi nella cattedrale locale l'archeologo Jerzy Gassowski ha finalmente trovato quello che cercava: un teschio senza mandibola insieme a frammenti di scheletro dentro una tomba molto danneggiata e senza iscrizioni.
     Si tratta di un uomo morto a circa settant'anni e la morfologia del teschio combacia con il volto dell'uomo che stiamo cercando, Niccolò Copernico, il grande astronomo polacco del '500.
                         Copernico era un canonico della cattedrale di Frombork, dove morì il 24 Maggio 1543 e fu sepolto, secondo l'uso dell'epoca, in una tomba anonima nell'imponente chiesa gotica.

 

 

              

 Era un uomo di chiesa ma il suo libro "De rivolutionibus orbium coelestium" fu condannato perché toglieva la terra dal centro dell'universo.
Nel 1514, nell'appartamento che gli fu assegnato all'interno delle mura della cattedrale, allestì l'osservatorio che lo portò a rivoluzionare per sempre la nostra visione dell'universo. Fece costruire sul ballatoio esterno una piccola torre di osservazione priva di tetto e la attrezzò con tre strumenti astronomici: Un dispositivo per osservare i moti della luna, un quadrante per il sole e un astrolabio per le stelle. Con questi semplici strumenti misurò e annotò i movimenti degli astri nel cielo, notte dopo notte, e capì che solo un sistema con il Sole al centro poteva dare i fenomeni che aveva osservato. Pur avendo già pubblicato un lavoro in cui tracciava le linee fondamentali del sistema eliocentrico e le osservazioni successive non facessero che confermare la teoria, l'astronomo non voleva diffondere nient'altro. Fu solo per l'insistenza dell'amico e discepolo Rheticus che alla fine si decise a pubblicare il trattato fondamentale che fece appena in tempo a vedere pubblicato prima di morire.

§§§§§§§§§§§§

 Non c'era nessun indizio che facesse sperare di ritrovare il corpo. Nel 2004 però l'attuale vescovo  aveva rivelato di aver scoperto un nuovo indizio fino ad oggi sfuggito a tutti: Per tradizione i canonici di Frombork venivano sepolti sotto l'altare di cui avevano avuto cura.Ed è noto che fra i sedici altari della cattedrale all'astronomo era stato assegnato quello dedicato alla Santa Croce ed era pertanto là che si doveva scavare.

E' la polizia scientifica di Varsavia che ha usato le tecnologie investigative per dare un volto al teschio ritrovato.Il lavoro è affidato all'ispettore Darius Zajdel, antropologo di lunga esperienza in questo genere di analisi. Gassowski decide di non rivelare a Zajdel l'identità del volto che sta per ricostruire. Il teschio viene scansionato e misurato per crearne un modello digitale tridimensionale. Poi il software aggiunge i tessuti molli, rispettando la struttura ossea, infine si inseriscono la forma del naso, della bocca e tutte le altre parti. Il risultato è il volto di un uomo di circa settant'anni. L'unico modo per verificarlo è confrontare la ricostruzione con i vari ritratti del grande astronomo. Il più importante e attendibile è un quadro esposto nel municipio di Torun, sua città natale. Molto probabilmente si tratta addirittura di un autoritratto. Anche se il quadro raffigura Copernico intorno ai suoi 30 - 40 anni, mentre la ricostruzioone di Zajdel mostra il volto di un uomo molto più anziano, le somiglianze sono sorprendenti. La forma complessiva del viso,una certa asimmetria degli occhi, il naso prominente testimoniano che può essere la stessa persona. Ma è un altro il particolare più convincente, spiega Gassowski.  Il teschio presenta un taglio verticale sopra l'orbita oculare destra, di cui l'immagine virtuale riporta la cicatrice. E nell'autoritratto è rappresentato un segno analogo vicino al sopracciglio sinistro. Già, come era possibile nel cinquecento farsi un autoritratto se non guardandosi allo specchio? - Siamo certi di aver trovato i resti di Copernico ma la prova definitiva potrebbe venire solo dall'analisi del DNA, ma purtroppo Copernico non ebbe figli.

             

L'identità del teschio usato per ricreare il volto di Copernico è stata rivelata alla polizia solo a lavoro finito

Il vero volto di Copernico come dalla ricostruzione eseguita sul teschio originale

sabato 20 luglio 2019

IL GRANDE TEMPIO DI TENOCHTITLAN

Il ritrovamento accidentale dei resti di questo luogo di culto atzeco, descritto dagli spagnoli prima che lo distruggessero, ha condotto a uno scavo su larga scala nel cuore di Città Del Messico.

           Per gli appassionati di archeologia che mi seguono, ( con dedica all'amico Alberto de "Il Crogiolo" ) riporto quì un condensato della cronaca dell'archeologo Eduardo Matos Moctezuma       ( non ci crederete ma è il suo vero nome ) risalente agli anni '80.    -    L.Fancelli 

                                  °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

       La notte del 21 Febbraio 1978 una squadra di operai dell'azienda elettrica di Città del Messico stava compiendo dei lavori di scavo nel cuore della città. Alla profondità di due metri sotto il livello stradale si imbatterono in blocchi di pietra che impedirono la prosecuzione dei lavori. Rimosso il terriccio che ricopriva la pietra, vedendo che su di essa erano scolpiti dei rilievi, sospesero lo scavo in attesa di istruzioni.

                Un gruppo di archeologi inviati dall'ufficio per il recupero dei beni archelogici dell'Instituto Nacional de Antropologia e Historia accertò che il reperto era una scultura in rilievo in cui era visibile un volto di profilo con ornamenti sulla testa. Il lavoro di recupero portò alla luce un enorme disco di pietra del diametri di m.3,25: sulla parte superiore era scolpita una divinità femminile nuda, decapitata, con braccia e gambe staccate dal torso; si trattava senza dubbio di Coyolxauhqui, divinità lunare sorella di Huitzilopochtli, uccisa e smembrata dal fratello dopo una battaglia.
 La fortunata scoperta rinnovò l'interesse per lo scavo dell'antico Grande Tempio dei Mexixa, popolazione della città atzeca diTenochtitlan.
Alcune parti del tempio erano già note; l'angolo sudoccidentale era stato scoperto nel 1913/14 e scavato ulteriormente nel 1948, nel 1933 inoltre era stata scavata una breve sezione delle scalinate e della piattaforma che faceva da supporto alle strutture erette in una delle ultime epoche di costruzione del Grande Tempio.
 Avevamo dati forniti da scavi precedenti a partire dal 1790, quando erano stati trovati la famisissima Pietra del Sole o Calendario atzeco e la scultura monumentale di Coatlicue.Avevamo anche le relazioni cinquecentesche di Bernard Diaz  e Hernan Cortez, che videro il Grande Tempio e lo descrissero, oltre ad altri scritti successivi. Le fonti scritte ci dicono che il Grande Tempio era una vasta piattaforma costituita da quattro o cinque livelli sovrapposti a gradinata, con la facciata principale a Ovest e due scalinate che davano accesso al livello più alto. Sulla piattaforma si trovavano due strutture: i sacrari di Tlaloc ( dio dell'acqua, della pioggia e della fecondità ) e di Huitzilopochtli ( dio della guerra e del sole ). Il rilievo che hanno queste due divinità riflette i bisogni fondamentali dei Mexica: la loro economia si basava infatti sulla produzione agricola ( di quì l'importanza dell'acqua e della pioggia ) e sui tributi procurati dalla conquista ( importanza della guerra ).

 Oggi possiamo confermare che le strutture dell'ultima epoca di costruzio mexica del Grande Tempio furono rase al suolo dagli spagnoli. Non siamo riusciti a trovare nulla più di semplici tracce dell'edificio sulla pavimentazione a lastre di pietra della grande PLAZA. Sul lato Nord rimane solo un metro circa della piattaforma. Meglio conservate invece le strutture delle epoche di costruzione anteriori: erano più antiche, più piccole ed erano sepolte più in profondità, sotto il livello stradale.
Cista per offerte
 Un grosso problema fu il livello dell'acqua sotterranea che a Città del Messico è quattro o cinque metri sotto il livello stradale. La struttura più antica del Grande Tempio era stata trovata quasi intatta e risaliva all'incirca al 1390 D.C. - Potemmo scavare solo le parti più alte di questo edificio e i resti dei due sacrari sulla sommità; Se avessimo fatto scendere il livello dell'acqua per rendere possibili ulteriori scavi avremmo minacciato gravemente la stabilità degli edifici coloniali e moderni attorno al tempio e anche quella del tempio stesso. Forse con il tempo, quando si riuscirà a sviluppare un metodo per il controllo della falda freatica, si potrà svavare il tempio nella sua interezza.
Vaso raffigurante TLALOC - E' uno dei tanti vasi trovati nelle ciste per offerte del Grande Tempio.Molti oggetti rinvenuti provenivano da altre zone del Messico soggette agli Atzechi. Pare che questa raffigurazione del dio dell'acqua sia opera di un abitante di Tenochtitlan
Questo guerriero aquila, statua alta quasi due metri, è uno fra gli oggetti più belli trovati nel Grande Tempio.In origine era forse ricoperto con un costume d'aquila. Le ali sopra le braccia, gli artigli sotto le ginocchia e la maschera di rapace, di dimensioni superiori al normale, identificano la figura come rappresentante uno dei due ordini principali di soldati atzechi. I soldati dell'altro ordine indossavano un costume da giaguaro.


I coltelli da cerimonia, dipinti con ocra rossa e decorati con denti fatti con conchiglie e occhi con pupille di ossidiana, assomigliano a quelli usati dagli atzechi per estrarre il cuore ai prigionieri nei sacrifici rituali. Alla base dei coltelli a sinistra e al centro, un pezzo di incenzo

Su questa pietra di dedicazione del Grande Tempio sono raffigurati in alto due membri della famiglia reale atzeca, un sovrano e il suo successore, l'uno di fronte all'altro ai lati di una "palla d'erba per il sacrificio". Ognono di loro si sta cavano sangue da un orecchio. Fiumi esagerati di sangue si riversano sulla palla d'erba  prima di entrare nella bocca di un mostro che rappresenta la Terra. Il glifo in basso significa "8 canna" ( 1487 ) anno in cui si celebrò il compimento di uno degli edifici.





°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

          Per aiutare a capire l'importanza delle offerte della popolazione durante la costruzione non posso fare di meglio che citare ancora Duran e Bernal Diaz. Duran scrive: " vedendo la rapidità con cui il tempio veniva costruito e volendo onorare ancor più il suo dio, il re Montezuma ordinò a tutti i sovrani del paese di raccogliere un gran numero di pietre prezione da tutte le città, collane di pietre verdi, pietre trasparenti, smeraldi, rubini e cornaline, in breve ogni tipo di pietra ricca e di gioiello prezioso e molti tesori. A ogni "braza" ( circa 1,8 metri ) che l'edificio cresceva queste pietre preziose e gioielli venivano gettati nella malta."

" E così, pagando il tributo ai capi, le città offrivano tutte il proprio sostegno e fornivano i gioielli e le pietre da gettare nelle fondamenta. cosicché per ogni braza dell'edificio ne gettavano in esso una quantità che era qualcosa di meraviglioso. E si diceva che essendo il Dio a dare queste ricchezze, non era inopportuno usarle al suo servizio, trattandosi di cose sue".

§§§§§§§§Vai alla sezione  STORIA§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

sabato 13 luglio 2019

L'ORGANO " BICAMERALE "

             

Che il cervello sia un parlamento bi-camerale, con un emisfero sinistro smaliziato, verbalizzante e analitico e un emisfero destro invece immaginifico, analogico, sensibile alle armonie, è ormai conoscenza comune. Spesso si sente parlare di un temperamento da cervello destro o di una abilità da cervello sinistro e al dato clinico e neurologico si sono sovrapposte metafore e perfino storielle..

Al Caltech, nei primi anni 80 la maggior parte dei giovani scienziati si occupava di una nuova scoperta di laboratorio, la messa a punto dell'operazione di divisione del cervello secondo il metodo già sviluppato su gatti e scimmie. Se anni prima, durante una serie di esperimenti di prim'ordine Sperry ( Nobel 1981 ) e il suo ricercatore Ronald Meyers avevano compiuto alcune osservazioni essenziali: avevano dimostrato con impressionante chiarezza che quando il corpo calloso e altre connessure mediane della corteccia cerebrale venivano recise, le informazioni impartite a un emisfero cerebrale non si trasferivano all'altro. I ricordi o "engrammi" come vengono chiamati nelle neuroscienze, potevano essere isolati e contenuti  in una regione circoscritta del cervello.
  Sulla scia dei risultati nel campo della divisione del cervello Sperry incoraggiava i neofiti ad abbandonare i loro interessi per gli aspetti fondamentali, troppo astratti della neurobiologia per misurarsi invece con problemi più concreti e impegnativi: i modelli dell'attività cerebrale ed il loro ruolo nel comportamento cosciente.

             Prima dell'operazione le informazioni vengono integrate attraverso la linea mediana del cervello in tutte le modalità sensoriali; si è in grado di dire il nome di oggetti tenuti nella mano sinistra fuori dal campo visivo e dare un nome a stimoli visivi presentati al campo destro come quello sinistro. Dopo la resezione la situazione cambia: si riesce facilmente a descrivere informazioni giunte all'emisfero sinistro perché, come in tutti gli esseri umani l'emisfero sinistro presiede alla funzione di parlare e comprendere il linguaggio. Quando però la stessa informazione viene presentata all'emisfero destro c'è la negazione che essa sia pervenuta; il diniego proviene dall'emisfero sinistro che dice la verità nei termini in cui la comprende. Ma può l'emisfero destro, pur incapace di parlare, fare uso di quell'informazione?  Pare proprio di si, ma come?  La resezione delle connessioni neurali cerebrali ( corpo calloso ) produce due sistemi mentali separati, ciascuno con le proprie capacità di apprendimento, memoria, emozione e comportamento.

Il "caso"  Paul S.

Il suo caso ha sfidato ogni concetto e ci ha condotti a una visione molto più dinamica del processo cerebrale di conoscenza. Paul è anche un ragazzino straordinario: tutto cominciò quando si svegliò dopo l'intervento chirurgico. Fu immediatammente in grado di capire molti linguaggi col suo emisfero destro; capacità oltremodo insolita perché tutti gli altri pazienti erano stati in grado di comprendere il linguaggio solo col loro emisfero dominante sinistro. Inoltre il linguaggio di Paul era di tipo molto più complesso; il su emisfero destro non solo riusciva a capire il significato di sostantivi ma anche ad eseguire comandi verbali presentati esclusivamente al suo muto emisfero destro. Ancora più sorprendente era la capacità di Paul di scrivere risposte a domande poste all'emisfero destro. Eravamo in grado di chiedere alla parte destra di Paul il suo punto di vista su questioni come amicizia, amore, odio e aspirazioni. Chi se? egli scrive "Paul", Dove sei? Egli scrive "Vermont" Cosa vuoi diventare? egli scrive " un pilota automobilistico". Quando la stessa domanda venne posta
all'emisfero sinistro egli scrisse "Artigiano".


Dagli studi su Paul scoprimmo che l'emisfero sinistro non può parlare di informazioni che esistono attivamente solo in quello destro. Lo sapevamo perché ammettendo risposte non verbali - ad esempio  l'indicazione di una scelta puntando il dito, risposta che le'misfero destro non verbale può dare - la risposta era sempre corretta. In breve i dati raccolti rivelavano che all'interno di un cervello normale l'emisfero destro possiede conoscenze codificate in una forma che rimane isolata dal processo di ricerca del sistema linguistico dell'emisfero sinistro.
         In anni più recenti sono stati fatti altri studi che avvalorano la nozione che il cervello umano è organizzato nei termini di una società mentale. Possono esistere varie unità mentali con ricordi, valori, emozioni e tutto questo può essere espresso attraverso una varietà di sistemi di risposta. Questi sistemi mentali non hanno bisogno di essere in contatto col sistema verbale; essi hanno una loro esistenza e una propria vita, possono annunciare i loro prodotti elaborativi al sistema verbale e perfino produrre comportamenti che il sistema verbale si sente costretto a spiegare. Eppure in realtà il sistema verbale non è a conoscenza della vera ragione dell'azione o della logica della sua elaborazione.